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Carlo Paga
[...] Carlo Paga ha scelto, più o meno coscientemente come tutti gli
artisti che rappresentano la dimensione esistenziale del proprio
tempo, di vederla proprio attraverso questi sguardi, questi occhi
ora immersi in sé stessi ora allucinati, di scavare in un orizzonte
profondamente e drammaticamente umano, e ci restituisce in queste
tele un ritratto di un mondo repellente, ma che alla fine scopriamo
essere il nostro. Questi volti scavati, queste espressione
tormentate finiscono per attrarci proprio perché in un mondo
luccicante di tecnologica velocità ci mostrano l’umanità che abbiamo
cercato di nasconderci dietro e di cui, forse, abbiamo anche un po’
paura. (Emiliano Scappatura)
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Aborto
olio su tela, cm. 80 x 80, 1990 |
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